Noi non rifiutiamo nulla,
quindi non rubateci nulla
lunedì, 30 giugno 2008
Vorrei vedere di persona chi ha montato questo video per fargli un monumento. Credo che non ci sia musica più azzeccata per lui e da adesso nella mia mente questa si è ormai insediata con il titolo "canzone di Kuroro".
Tra l'altro il/la geniale persona ha montato le sequenze in modo davvero spettacolare... in poche parole amo questo video...
Che io ami in generale gli animali è cosa nota.
Che anche quelli di solito considerati repellenti dalla maggior parte delle persone di buon senso, anche, almeno tra chi ha avuto la sfortuna di conoscermi abbastanza da venire a conoscenza delle mie numerose stranezze.
Che questo si applichi a ogni categoria di essere vivente esclusi gli umani è magari un po' meno ovvio, ma succede. Ad esempio io amo i ragni.
Lo so, sono strani, pelosi, con troppe zampe e mordono se vengono infastiditi, ma io li trovo affascinanti. Sono coordinati, eleganti, veloci. Passerei ore a vederli mentre tessono le loro tele così perfette, ne sono affascinata. E poi il ragno in tutte le antiche tradizioni è simbolo di saggezza e conoscenza, un animale semi divino dalla cui osservazione si può apprendere la natura segreta dell'esistenza e il segreto della Natura. Quindi niente di strano che io non solo non li uccida, ma al contrario sia propensa a condividere i comuni spazi casalinghi con loro. E ovviamente c'è la questione di Kuroro e del Ragno...
Chi invece, in via del tutto eccezionale, non riesco davvero a tollerare sono le formiche. E in questi primi giorni di caldo la mia cucina ne è invasa. Non che sia una cosa strana, dal momento che sono in mezzo alla campagna, ma tutte quegli cose che scorrazzano sul mio cotto cariche di ogni briciola che mi cade in terra mi irritano in maniera incredibile. Oggi ho pulito il pavimento con l'aceto... ma nonostante tutto non sono riuscita ad ucciderle. No, prima di cominciare la mia opera di lavaggio mi sono premurata di raccoglierle ben bene di raccoglierle tutte nella paletta e di liberarle in giardino e le malefiche, che hanno capito esattamente quale razza di pappamolla abiti in questa casa, sono prontamente tornate, ben felici di trovarsi in una casa non solo accogliente, ma anche ben pulita.
E naturalmente,vedendo tutta la scena, Kuroro non ha potuto che scuotere sconsolato la testa, alzando gli occhi al cielo e dichiarando che sono senza speranza...
Senza nemmeno rendermi conto del passare del tempo, mi accorgo ora che non aggiorno da più di un mese e guardando un momento indietro vedo che di cose ne sono successe, e molte.
Ho fatto un lavoro che mi ha assorbita per molte ore al giorno, ho scoperto quanto possono essere false alcune persone che ti stanno vicine, mentre ad altre si potrebbe affidare la vita, ho rivisto amici che incontro raramente e con i quali mi sento ogni volta a casa, ho riso, ho giocato, ho amato e amo un uomo che vive forse solo in un sogno, ma che mi è vicino quando sento il bisogno di lui, ho pianto per dei motivi inutili, ho lasciato andare i miei sogni là dove non potevo averne controllo, ho aspettato gli eventi e in qualche caso li ho forzati, cercando di cambiare le cose. Ho scoperto, ancora una volta, che amo la persona con cui vivo e che posso veramente fidarmi di lui. Ho sorriso a un bambino e a un cane, a volte sono stata sincera, altre ho mentito senza problemi e senza sensi di colpa, ho regalato ad alcuni, ho rubato ad altri, avrei voluto uccidere almeno una volta, ma alla fine la ragione ha prevalso.
Sono stata capricciosa e accomodante, felice e triste, ho danzato sotto le stelle e in mezzo alla pioggia, ho corso tra gli alberi e indossato i panni di un'altra persona.
Ho cercato il silenzo e un po' l'ho trovato dentro di me.
Forse, ho capito qualcosa in più su chi sono. Ma solo forse.
In ogni caso è stato un periodo pieno.
Non ho voglia di scrivere in questo periodo, in compenso mi sto divertendo un mondo a giocare con photoshop.
Quindi, invece che un nuovo post, di quelli in cui si parla di tante cose, aggiorno il template con una nuova foto. Una bellissima rosa murasaki che è la mia passione.
Sono stanca. Ebbene lo ammetto, sono stanca. Di questa precarietà continua, dell'incertezza, della costante angoscia per cercare di far quadrare tutto, con te che da un lato critichi la mia disponibilità e dall'altra il mio "capo" che pretenderebbe incondizionata dedizione e tempo infinito. Tu parli bene, ma il tuo lavoro è sicuro e non hai problemi a gestirti, ma la realtà nel mio lavoro è ben diversa. Io non sono così brava nel mio lavoro da poter fare come mi pare, ci sono tanti più giovani di me, più qualificati di me, più bravi di me e se voglio lavorare qualche compromesso lo devo fare. La gavetta per così dire. E' inevitabile e già il fatto che abbia del lavoro è un bene, visto come vanno le cose. Ma tu ovviamente questo non lo capisci, niente mezze misure, niente cedimenti. E io che non sono capace mi sento sempre a camminare sul filo di un rasoio, cercando di tenere in equilibrio i pezzi della mia vita in modo che non si scontrino, facendo il possibile per avere meno discussioni e meno problemi possibile.
E in tutto questo tu non solo non mi sostieni, ma te la prendi con me per cose che non hanno senso, mi ferisci e pretendi che non mi arrabbi, ma appena sono io a fare una battuta, guai, io non ho il diritto di fare critiche nemmeno per scherzo, perché tu sei quello che alla fine porta a casa lo stipendio che ci permette di vivere.
Ma tu sai quanto io sono stanca? Credi davvero che io riesca a continuare così, con la costante minaccia di perderti per le ragioni più idiote possibili? Credi che non mi senta in colpa per la situazione attuale, che non mi importi il non avere un lavoro e uno stipendio fisso, che non apprezzi quello che fai? Ti sbagli, solo che sentirselo rinfacciare continuamente alla fine diventa piuttosto stancante e in questo momenti io stanca lo sono davvero tanto.
Mentre aspetto svogliata che l'insegnante rientri in classe dopo l'intervallo, guardo il cielo azzurro e i peschi fioriti nel giardino e vorrei essere a spasso nei prati, a giocare con il mio cane...
E finalmente torno a scrivere dal mio amato computer. Già perché in questi giorni in cui ero senza, causa un fortuito quanto pazzesco incidente che lo aveva condannato a un ricovero in assistenza, mi sentivo in un certo senso mancante di qualcosa. Ammetto che forse il mio rapporto con questo computer è un tantino morboso, ma credo sia il normale effetto portatile. Mentre non mi succede con l'altro computer, sarà per il fatto che restando sempre a casa è meno "vissuto", sarà il fatto che io e il mio compagno ce lo dividiamo equamente per quanto sia in origine di mia proprietà, sarà che in questo computer sono raccolti tutti i miei affetti, oltre che il mio lavoro, ma pensarlo affidato alle mani di qualche freddo, seppur competente tecnico, mi faceva stare un pò male, come se un amico fosse in ospedale.
"Shibumi allude a una grande raffinatezza sotto apparenze comuni. È un'affermazione così precisa che non ha bisogno di essere ardita, così acuta che non dev'essere bella, così vera che non deve essere reale. Shibumi è comprensione più che conoscenza. Silenzio eloquente. Nel modo di comportarsi, è modestia senza pruderie. Nell'arte, dove lo spirito di shibumi prende la forma di sabi, è elegante semplicità, articolata brevità. Nella filosofia, dove shibumi emerge come wabi, è una serenità spirituale non passiva; l'essere senza l'angoscia del divenire. E nella personalità di un uomo, è... come dire? Autorità senza dominio? Qualcosa del genere.»
«Vuol dire che bisogna imparare un mucchio di cose per essere shibumi?»
«Vuol dire, caso mai, che bisogna passare attraverso la sapienza e arrivare alla semplicità.»" (da Shibumi di Trevanian)
Sto facendo un sito, il mio sito, quello che racconta me stessa, l'arte, il lavoro che svolgo e pensando a come deve essere l'unica cosa che mi viene in mente è "deve essere shibumi".
A questo punto è meglio che zittisca quella fastidiosa e ronzante radio che è la mia mente e mi sieda sulla roccia centrale del giardino, ad ascoltare il suono di una sola mano. Ho bisogno anche di silenzio.
A volte passa il tempo e si accumulano le cose da fare cosi' finsco per trascurare questo piccolo rifugio in cui entrare quando ho voglia di restare sola con i miei pensieri. Permetto che la polvere virtuale si depositi sulle parole e sui sentimenti e lascio che il fuoco del camino immaginario che scalda questo posto si spenga.
E poi, d'un tratto, mi ritrovo in un momento di calma e la mia mente vaga tra le pieghe insondabili delle emozioni e dei sentimenti e il richiamo della casa sembra fortissimo, cosi' torno a sistemare le cose e magari, a metter ordine nei miei pensieri confusi.
Sono capitate diverse cose e non tutte trovano un posto chiaro nei miei pensieri e nei miei sentimenti. Una amica speciale che ho trascurato per mancanza di tempo che invece avrei voluto passare con lei; una strana persona con la quale mi sono trovata a parlare di cose molto personali in maniera assolutamente naturale in una situazione che rasenta l'incredibile e verso la quale e' nato un grande affetto; una decisione che devo prendere riguardo a me stessa e alle mie posizioni personali rispetto alla mia vita che mi crea non pochi pensieri; un ritratto nato da una matita che si intrufola ripetutamente nei miei sogni e non solo... aspetti slegati di una me stessa che a volte fatico a riconoscere. E poi, chissa' perche', poesie tristi e una musica struggente che ascolto in continuazione.
Non sono sicura che tutto questo abbia un senso, lo ha per me e credo che basti, ma tutte queste sono come tessere di un puzzle giagantesco che alla fine mi portera' a vedere l'intera figura. Non so come o quando o cosa raffigurera', ma sento che e' cosi'.
Avrei dovuto scriverlo ieri, questo post, perche' la data ufficiale del suo compleanno e' 25 gennaio, purtroppo ieri, come del resto in tutta la settimana passata non ho nemmeno avuto il tempo di pensare a scrivere, figuriamoci di farlo, per cui mi spero non me ne vorra' a male per il mio ritardo.
Lei ha compiuto gli anni ieri. E io volevo augurarle buon compleanno e cogliere l'occasione per ringraziarla. Non ho mai potuto conoscerla di persona, finora, ma posso dire di conoscerla da molti anni. Da quando ero bambina, per la verita'. Il mio primo contatto con lei fu a cinque-sei anni, quando la sua piu' famosa creazione arrivo' qui da noi, in italia. Nessuno o quasi conosceva i "manga" e gli "anime" erano detti "cartoni animati" dai nostri genitori, con una vaga punta di ironia e di sufficienza per storie e culture che non erano quelle in cui loroerano cresciuti. Eppure, ben lungi dal moralismo buonista di adesso, in cui una goccia di sangue, per quanto disegnata deve essere necessariamente censurata, i nostri genitori ci lasciavano passare le ore a guardare affascinati storie meravigliose di spazi infiniti e di futuri nebulosi, permettendoci di sognare e di entrare in una realta' che, per alcuni di noi, e' tutt'ora viva e meravigliosa. Io ero e sono affascinata dalle sue storie, dagli spazi infiniti, dalla malinconia dei suoi protagonisti, dalle musiche e dai colori, dalla grande forza che i suoi personaggi hanno, umani, fragili e forti, saldi nei loro principi ma mai troppo distanti dalle umane debolezze, personaggi e persone che non accettano quello che viene detto loro, che pensano, che agiscono che vivono seguendo i loro cuori, che si battono anche per chi non lo apprezza e li combatte...
Ci sono molte cose che vorrei dirle e molti modi in cui potrei farlo, ma credo che sia soprattutto un enorme GRAZIE quello che le devo. Perche' e' grazie a lei, attraverso Harlock, Millenia, Metel, Esmeralda... che sono quella di adesso. E' grazie a lei e a loro se non mi fermo davanti agli ostacoli ma procedo per la mia strada, per il solo fatto che credo sia giusto farlo, se non mi interessa quello che pensano gli altri di me, se non mi importa di adeguarmi a canoni che non sono miei, se quando avrei voglia di mollare tutto non lo faccio, perche' credo che in fondo, anche se difficile, ne valga la pena. Insomma e' grazie a lei se oggi sono un pochino piu' libera e un pochino piu' felice. Se sono, spero, una persona leggermente migliore. E di questo le sono debitrice per sempre.
Quindi grazie. E tanti auguri di prosperita' e felicita', maestro Matsumoto.
Una sua ammiratrice.